Guida · aggiornata il 30 agosto 2026
Etichettatura ambientale degli imballaggi: che cosa è obbligatorio in Italia
Dal 1° gennaio 2023 ogni imballaggio immesso sul mercato italiano deve riportare la codifica del materiale secondo la Decisione 97/129/CE. Se l'imballaggio arriva al consumatore, deve indicare anche la famiglia del materiale e l'indicazione di raccolta. Sono due livelli diversi, e confonderli è l'errore più comune.
Che cosa dice l'art. 219, comma 5
L'art. 219, comma 5, del D.Lgs. 152/2006 (Testo unico ambientale) impone l'etichettatura ambientale su tutti gli imballaggi. Le Linee Guida adottate con decreto del Ministero della transizione ecologica n. 360 del 28 settembre 2022 spiegano come applicarlo, e distinguono due casi:
- Imballaggi destinati al consumatore (B2C): codifica del materiale, famiglia di appartenenza e indicazione sulla raccolta, per ogni componente separabile.
- Imballaggi del circuito industriale e commerciale (B2B): è sufficiente la codifica del materiale.
L'errore che costa di più
Applicare il livello B2B a un imballaggio che finisce in casa di qualcuno. Se il consumatore lo tiene in mano, servono tre informazioni, non una: codice, famiglia e dove conferirlo. Il criterio non è il formato dell'imballaggio, ma chi produce il rifiuto.
Componente per componente
Un vasetto di vetro con capsula metallica ed etichetta di carta non ha una sola codifica: ne ha tre, e vanno indicate separatamente perché finiscono in raccolte diverse. Si codificano i componenti separabili manualmente dal consumatore; ciò che non si separa segue il materiale prevalente.
Tabella: codice, famiglia e raccolta
La destinazione effettiva la stabilisce ogni Comune: per questo l'indicazione standard rinvia sempre alle sue disposizioni.
| Codice (Dec. 97/129/CE) | Materiale | Famiglia | Indicazione di raccolta (B2C) |
|---|---|---|---|
| PET 1 | Polietilene tereftalato | Plastica | Raccolta plastica |
| PE-HD 2 | Polietilene ad alta densità | Plastica | Raccolta plastica |
| PVC 3 | Cloruro di polivinile | Plastica | Raccolta plastica |
| PE-LD 4 | Polietilene a bassa densità | Plastica | Raccolta plastica |
| PP 5 | Polipropilene | Plastica | Raccolta plastica |
| PS 6 | Polistirene | Plastica | Raccolta plastica |
| PAP 20 | Cartone ondulato | Carta | Raccolta carta |
| PAP 21 | Cartone compatto | Carta | Raccolta carta |
| PAP 22 | Carta | Carta | Raccolta carta |
| FE 40 | Acciaio | Acciaio | Raccolta metalli |
| ALU 41 | Alluminio | Alluminio | Raccolta metalli |
| GL 70 | Vetro incolore | Vetro | Raccolta vetro |
| GL 71 | Vetro verde | Vetro | Raccolta vetro |
| GL 72 | Vetro marrone | Vetro | Raccolta vetro |
| FOR 50 | Legno | Legno | Raccolta legno |
| TEX 60 | Cotone | Tessile | Raccolta dedicata, ove presente |
| C/PAP 81 | Cartone per bevande | Carta (composito a prevalenza carta) | Raccolta carta |
Il canale digitale è ammesso — con una condizione
Le Linee Guida ammettono che le informazioni siano rese disponibili anche tramite canali digitali (QR, app, sito), purché il rimando sia chiaro sull'imballaggio. È una differenza importante rispetto alla Spagna, dove l'indicazione del contenitore deve comparire sull'imballaggio stesso. In Italia il QR può fare buona parte del lavoro.
Che cosa NON è l'etichettatura ambientale
- La dichiarazione UE di conformità del regolamento (UE) 2025/40 (PPWR), applicabile dal 12 agosto 2026: un documento firmato dalla Sua azienda che un'ispezione può chiedere. Non va sull'imballaggio — qui ne può vedere una intera.
- L'adesione al CONAI e il Contributo Ambientale: si iscrive l'azienda, non l'imballaggio.
- L'etichetta armonizzata europea dell'art. 12 del PPWR, attesa per il 12 agosto 2028 — o 24 mesi dopo il suo atto di esecuzione, se successivo. Fino ad allora vale la norma nazionale: questa in Italia, il Triman in Francia, la marcatura del contenitore in Spagna.
Domande frequenti
Che sanzione si rischia?
Gli imballaggi privi dei requisiti dell'art. 219, comma 5, sono soggetti alla sanzione amministrativa dell'art. 261, comma 3, del D.Lgs. 152/2006: da 5.200 a 40.000 euro.
Vale anche per chi importa o vende online in Italia?
Sì. L'obbligo riguarda gli imballaggi immessi sul mercato italiano, indipendentemente da dove sia stabilita l'azienda. Chi vende a distanza in Italia porta i propri imballaggi sul mercato italiano.
Basta scrivere il codice, per esempio «PET 1»?
Per gli imballaggi B2B sì. Per quelli che arrivano al consumatore no: servono anche la famiglia del materiale e l'indicazione di raccolta, per ogni componente separabile.
Posso usare un QR invece di stampare tutto?
Le Linee Guida ammettono il canale digitale, purché il rinvio sia chiaro sull'imballaggio. È una possibilità concreta quando lo spazio è poco — e una delle poche norme europee che la prevede espressamente.
Cambia qualcosa il 12 agosto 2026?
Non per l'etichettatura ambientale, che resta come oggi. Dal 12 agosto 2026 si aggiunge un'obbligazione diversa e cumulativa: la dichiarazione di conformità e il fascicolo tecnico per ogni tipo di imballaggio.
Due obblighi, gli stessi dati
La dichiarazione del PPWR e l'etichettatura ambientale si alimentano dello stesso dato: di che cosa è fatto l'imballaggio. ConformaPack le unisce — dagli stessi dati l'area cliente genera la scheda di etichettatura ambientale componente per componente, e anche la marcatura spagnola e la segnaletica francese, senza costo aggiuntivo.
Fonti
- D.Lgs. 152/2006, art. 219, comma 5 (etichettatura ambientale) e art. 261, comma 3 (sanzioni).
- Linee Guida sull'etichettatura ambientale degli imballaggi, decreto MiTE n. 360 del 28 settembre 2022.
- Decisione 97/129/CE della Commissione, sistema di identificazione dei materiali di imballaggio.
- Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR) — testo ufficiale, artt. 12 e 39, allegati VII-VIII.
Questa guida è informazione generale, non consulenza legale. La conformità dell'imballaggio e della sua etichetta è responsabilità di chi lo immette sul mercato.